Sabato 23 maggio, l’aeroporto militare di Cameri ha vissuto una giornata di grande fermento, attirando oltre 12.000 visitatori da tutto il Nord Italia per il suo atteso Open Day. Tra simulatori di volo, esposizioni storiche e l’adrenalina dell’area operativa, l’evento ha celebrato l'eccellenza tecnologica dell’Aeronautica Militare.
Per noi si è trattato di un grande ritorno, a oltre dieci anni dall’ultima visita. L'obiettivo era rivedere la collezione museale, vero catalizzatore per ogni appassionato di storia aeronautica, ma l’Open Day questa volta ha offerto al pubblico un viaggio strutturato su due percorsi principali: l'area storica, ricca di cimeli e velivoli del passato, e l'area operativa, dove è stato possibile osservare da vicino i moderni assetti della nostra linea aerotattica.
Il 1° R.M.V.: un'eccellenza ingegneristica europea
Il 1° Reparto Manutenzione Velivoli (R.M.V.) di Cameri (Novara) è uno dei centri di eccellenza ingegneristica e logistica più importanti d'Europa nel settore della difesa. Non parliamo di un semplice centro di riparazioni, ma di un vero e proprio hub tecnologico industriale gestito dai militari, responsabile del supporto tecnico-logistico e della manutenzione di terzo livello (la più complessa e profonda) delle linee Tornado e Eurofighter.
• Panavia Tornado: Per decenni Cameri è stata la "casa madre" per le grandi ispezioni e per i complessi programmi di ammodernamento (MLU - Mid-Life Update) del Tornado nelle versioni IDS (attacco) ed ECR (guerra elettronica). Qui l'aereo viene letteralmente disassemblato fino alla cellula nuda, radiografato per cercare microscopiche crepe nel metallo e rimontato integrando i nuovi aggiornamenti avionici.
• Eurofighter F-2000 Typhoon: Il reparto gestisce il supporto logistico e ingegneristico della linea Eurofighter, collaborando a stretto contatto con l'industria nazionale (Leonardo) per assicurare che il caccia da difesa aerea sia sempre aggiornato agli standard NATO più recenti.
Il 1° R.M.V. non è composto solo da meccanici, ma da ingegneri aeronautici, elettronici e specialisti di altissimo livello. Al suo interno operano laboratori di metrologia e di Prove Non Distruttive (PND), dove si utilizzano ultrasuoni, correnti indotte e raggi X per verificare l'integrità strutturale dei materiali compositi e delle leghe metalliche sottoposte a fortissimi stress in volo. A questo si affianca la Direzione Tecnica e Logistica, che gestisce la catena di approvvigionamento dei pezzi di ricambio interfacciandosi con i consorzi industriali internazionali.
Nell’area operativa hanno fatto bella mostra di sé un esemplare di Tornado e uno di Eurofighter, accompagnati ciascuno dal proprio propulsore in versione "didattica", un'ottima soluzione per facilitarne la comprensione anche a un pubblico di non addetti ai lavori.
Il "caso" F-35: facciamo chiarezza
A fine giornata, in rete sono apparse alcune obiezioni e polemiche sul fatto che sul piazzale non fosse esposto nemmeno un F-35, dato che, citiamo i commenti "vengono costruiti nella base". Questa affermazione denota una parziale disinformazione che merita una doverosa precisazione.
È assolutamente vero che all’interno del sedime aeroportuale di Cameri insiste la FACO (Final Assembly and Check Out), uno dei centri industriali e tecnologici più avanzati della difesa europea per l'assemblaggio finale, il collaudo e la manutenzione del caccia stealth di quinta generazione Lockheed Martin F-35 Lightning II. Tuttavia, questa realtà è un’entità industriale a sé stante, gestita da Leonardo (Divisione Velivoli), che condivide con la base militare unicamente la pista per i voli di collaudo e accettazione. I velivoli F-35 non sono in dotazione al 1° Reparto Manutenzione Velivoli (RMV), proprietario ed espositore dell'evento. Ecco perché non avrebbe avuto senso logico esporre un assetto estraneo alle attività del Reparto festeggiato.
La "Reunion" delle Tigri della NATO
Fatta questa doverosa precisazione, torniamo all’evento che ha visto una straordinaria partecipazione della popolazione locale, storicamente legatissima a questa base radicata nel territorio. Numerosissime sono state le attività collaterali, soprattutto per i più piccoli, da sempre affascinati dal mondo del volo.
L'Open Day ha messo in scena una vera e propria "reunion di famiglia", proponendo il filo conduttore che lega indissolubilmente il 53° Stormo (storico padrone di casa a Cameri) con il 12° Gruppo e il 21° Gruppo, lo spirito del NATO Tiger Meet.
Sul piazzale spiccava in mostra statica l’Eurofighter del 12° Gruppo Volo del 36° Stormo di Gioia del Colle, caratterizzato da una splendida livrea tigrata. Il velivolo era appena rientrato da Araxos, in Grecia, dove si è tenuta l’edizione 2026 del Tiger Meet e dove il Gruppo si è distinto nientemeno che vincendo il "Silver Tiger Trophy", il premio più prestigioso e ambito dell'intera esercitazione internazionale della NATO.
In rappresentanza del 21° Gruppo (oggi elicotteri, di stanza a Grazzanise) era presente un HH-101A, anch’esso reduce dalla trasferta greca. Fu proprio il 21° Gruppo, all'epoca inquadrato a Cameri sui caccia, a essere nel 1961 tra i membri fondatori della NATO Tiger Association. Cameri è, di fatto, la casa spirituale delle “Tigri” dell’Aeronautica Militare, e lo splendido F-104 special color con la tigre sulla fusoliera, preservato nella base, ne è il simbolo vivente più importante.
Il Museo all'aperto e il valore dei volontari
Sempre affollatissima l’area museale, dove trovano posto alcuni degli aerei ed elicotteri più iconici della storia moderna della nostra Forza Armata. Una collezione che, a parer nostro, meriterebbe in futuro un’area dedicata e coperta per preservare al meglio questi gioielli che, a causa della costante esposizione agli agenti atmosferici, inevitabilmente soffrono l'usura del tempo.
È facile dire "si potrebbe fare...", ma obiettivamente non ci sentiamo di salire sul pulpito e puntare il dito contro le istituzioni. Sappiamo bene che i lavori di restauro e conservazione museale hanno costi elevati, quasi mai prioritari nei bilanci di una forza armata che deve convivere con tagli e restrizioni operative. Un grande plauso va invece ai volontari che dedicano il loro tempo libero cercando di fare il massimo possibile con le sole forze della buona volontà. Spesso sono molteplici gli ingranaggi burocratici che bloccano le buone intenzioni, a partire dalle coperture assicurative necessarie per far accedere i civili in sicurezza in una base militare attiva.
È sempre più facile manifestare sdegno sui social piuttosto che rimboccarsi le maniche o chiedere come poter collaborare. A proposito di proteste, non sono mancati nemmeno i classici contestatori fuori dai cancelli: una piccola e pacifica nota di colore se confrontata alle migliaia di persone, famiglie e appassionati che hanno varcato la porta carraia per godersi una splendida giornata di sole e aviazione.
In conclusione, si è trattato di un evento perfettamente riuscito. Tutto è filato liscio, dalla scelta del percorso espositivo fino alla gestione della logistica, messa a dura prova da un afflusso massiccio. Un appuntamento che speriamo l’Aeronautica Militare rimetta presto in agenda, confermando Cameri come uno dei punti di riferimento per gli appassionati del volo in Italia.
Tutte le immagini sono scaricabili al seguente link: Open Day Cameri
Immagini messe a disposizione con licenza CC BY-NC-SA 4.0
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