Open Day al Terzo Stormo

Base aerea di Villafranca, sede del Terzo Stormo, sono ormai lontani gli “ululati” dei General Electric J79 o il rombo dei Rolls-Royce Spey RB.168, solo per ricordare la storia recente dei "Quattro Gatti", il cui celebre simbolo campeggia all’ingresso della porta carraia dell’aeroporto militare.

Eppure i "Quattro Gatti", oggi inquadrati nel Reparto Supporto Mobile (R.S.M.), hanno ancora molto da dire, anzi, senza il supporto fondamentale degli uomini e delle donne di questo reparto, molti dei rischieramenti operativi nei teatri di tutto il mondo non sarebbero semplicemente possibili.

Nell’ambito di una sempre maggiore trasparenza e vicinanza al cittadino, anche il Terzo Stormo ha aperto le sue porte con un Open Day, così come altri reparti della Forza Armata sparsi lungo la penisola.

A Villafranca non c'è più la classica linea di volo attiva, ma uno dei padroni di casa storici, l’F-104G, accoglie il pubblico non appena varcato il cancello d'ingresso. Si tratta di un esemplare restaurato a regola d'arte e conservato come memoria storica dei due storici Gruppi Volo che lo hanno avuto in dotazione: il 132° "I Quattro Gatti" e il 28° "Le Streghe". La livrea del velivolo, infatti, propone in modo asimmetrico le due insegne di reparto: i quattro gatti neri su un lato e la celebre strega in sella alla scopa sull'altro.

Per l'occasione, lo Stormo ha messo in mostra tutte le attrezzature e i mezzi tecnologici impiegati nella logistica di proiezione: dai potenti scavatori fino ai leggeri e sofisticati droni terrestri, utilizzati dagli specialisti per il rilevamento e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi.

Arrivati all’ora di pranzo, è stato impossibile esimersi dall’assaggiare la famosa pizza e focaccia "del Terzo", una gustosa e apprezzatissima tradizione che si rinnova ogni volta che le cucine da campo entrano in funzione per sfornare queste prelibatezze agli ospiti.

Il meteo, purtroppo, non è stato dei migliori. Reduci da una due giorni di forti perturbazioni che hanno messo a dura prova la città di Verona, è stata d’obbligo una tappa allo stand del Servizio Meteorologico. Qui gli specialisti ci hanno rassicurato, radar alla mano, che per le successive due ore della nostra visita il cielo sarebbe stato clemente, regalandoci persino qualche sprazzo di sole. Quello della meteorologia è un servizio fondamentale per l’Aeronautica Militare, vitale per poter pianificare e operare sempre in massima sicurezza, anticipando, laddove possibile, i fenomeni atmosferici più violenti.

Il Terzo Stormo è sinonimo di sicurezza, e in questo ambito si inseriscono i corsi di guida dinamica, un addestramento specializzato volto a gestire le situazioni di emergenza e a migliorare la sicurezza stradale, spesso rivolto sia al personale militare sia agli operatori sanitari.

Tra le altre competenze chiave figurano le telecomunicazioni e l'allestimento e gestione di una "Biga" per il controllo del traffico aereo in zone remote o su campi di volo improvvisati, come già avvenuto in occasione dei recenti eventi sismici in varie parti d’Italia.

Ma lo Stormo si occupa anche di salute, grazie a laboratori di analisi di prim'ordine. Questo impegno trova la sua massima espressione nel nuovo POE (Point of Entry), una struttura ospedaliera da campo aviotrasportabile da 92 posti letto, inaugurata il 26 novembre scorso sul sedime aeroportuale di Villafranca, progettata per la prevenzione, la gestione delle emergenze nonché l’addestramento e la ricerca soprattutto in ambito emergenziale. 

Un vero fiore all’occhiello per il Generale Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, che durante la cerimonia d’inaugurazione ha affermato: “Oggi consegniamo al Paese una capacità nuova, concreta e immediatamente impiegabile. Il Point of Entry Sanitario è una dimostrazione tangibile di come l’Aeronautica Militare sappia evolversi e mettere la propria competenza al servizio della collettività. Si tratta di una capacità che si integra e si completa con quelle delle altre Forze Armate, contribuendo a rafforzare in modo sinergico l’intero sistema sanitario della Difesa. In uno scenario globale in cui le minacce non sono solo militari, ma anche sanitarie, la nostra Forza Armata continua a essere un presidio di sicurezza, innovazione e prontezza operativa». 

Questa complessa struttura modulare riporta alla mente il primo ospedale da campo realizzato a Schiavonia (dono dell’Emiro del Qatar per l’emergenza Covid), allestito proprio con la collaborazione del personale del Terzo Stormo. Tuttavia, se si volesse fare un confronto, con il nuovo POE siamo ormai passati a un livello "5.0".

Questa struttura va ad affiancare quella già presente a Pratica di Mare, garantendo così una copertura equilibrata e strategica sull’intero territorio nazionale.

Accompagnati dal personale sanitario, varchiamo le porte della zona di accettazione dedicata ai pazienti potenzialmente infetti. È qui che avviene il triage, ovvero la classificazione e il successivo smistamento degli individui nella sezione più idonea tra le tre presenti: asintomatici, paucisintomatici e sintomatici. Ogni sezione è strutturata per essere biologicamente stagna rispetto alle altre, mantenuta a pressione negativa (pressione zero/depressione controllata) e dotata di un sistema di ventilazione che garantisce otto cambi completi d’aria ogni ora.

Un breve filmato ci illustra le fasi del processo: dall’accettazione del paziente, ipoteticamente appena atterrato in aeroporto e trasferito tramite un veicolo automatizzato, fino al triage vero e proprio. In questa fase, il rilevamento e il monitoraggio dei parametri vitali avvengono in modalità wireless grazie a un apposito visore/casco in dotazione al personale e a un dispositivo da polso indossato dal paziente. Questo sistema integrato fornisce in tempo reale sia le condizioni di salute sia la posizione geolocalizzata dell'individuo all’interno del POE.

Tutte le analisi cliniche vengono svolte direttamente negli ambienti interni predisposti, una scelta logistica fondamentale per non gravare sulle strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Nei casi in cui si renda necessario il trasporto di campioni biologici verso laboratori esterni, speciali droni si occupano del trasferimento aereo, azzerando il rischio di esposizione per il personale umano.

Infine, per i casi più gravi, sono allestiti posti letto dotati di respiratori automatici, in grado di offrire l'assistenza rianimatoria più adeguata nelle ore cruciali, in attesa dell'eventuale trasferimento protetto verso centri di riferimento nazionali come l'ospedale Sacco di Milano o lo Spallanzani di Roma.  

Ringraziamo i nostri accompagnatori così come il personale della base che ha dedicato il proprio tempo a mostrare quanto di meglio sa mettere in campo nella logistica l’Aeronautica Militare, sempre proiettata in un futuro denso di scenari complessi.

 

Tutte le immagini sono scaricabili al seguente link: Open Day Terzo Stormo

Immagini messe a disposizione con licenza CC BY-NC-SA 4.0  

 

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