La voglia di fare qualche scatto all'allora nuovo arrivato a Boscomantico e via, il gioco è fatto! Un briefing di sicurezza, spiegato le posizioni e siamo in volo verso il Garda sul Falco giallo di Alberto e Flavio, immersi in una giornata splendida e inondata di luce, nonostante il caldo. La macchina fotografica ha iniziato a lavorare sodo ben prima di arrivare sul lago; alla fine il "rullino digitale" era stracolmo, ma il risultato ripaga ogni sforzo. Con Francesco e Giovanni sull’I-GEOR a farci da gregari, in posa per lo shooting, quella mezz’ora tra le sponde del Benaco è stata pura magia.
Stelio Frati e la sua creazione
Se l'aviazione generale avesse un olimpo dedicato all'estetica funzionale, l'Aviamilano F.8 Falco occuperebbe indubbiamente il trono. Progettato dall'ingegner Stelio Frati e decollato per la prima volta il 15 giugno 1955, il Falco non è stato solo un aereo, ma una dichiarazione d'intenti: dimostrare che un velivolo da turismo poteva possedere le prestazioni e la grazia di un caccia.
Il progetto nacque in un’Italia che cercava di rialzarsi nel dopoguerra, scommettendo sulla genialità dei suoi imprenditori. Frati, noto per la sua ossessione verso la pulizia delle linee, concepì una macchina interamente lignea, la scelta del legno non fu un ripiego, ma una decisione tecnica precisa, garantire una finitura superficiale priva delle discontinuità (rivetti e giunzioni) tipiche delle costruzioni metalliche.
Il prototipo, immatricolato I-FALC, era equipaggiato con un motore Continental C90 da soli 90 CV, e nonostante la potenza contenuta, il Falco raggiunse velocità sbalorditive per l'epoca, superando i 215 km/h grazie a un coefficiente di resistenza aerodinamica estremamente basso.
Il successo del prototipo portò rapidamente alla produzione di serie presso la Aviamilano.
Di seguito, le tappe principali dello sviluppo:
- F.8L Serie I: la prima versione di serie con motore Lycoming O-290-D2B da 135 CV, caratterizzata da una carenatura del motore più affusolata.
- F.8L Serie II: introdusse il Lycoming O-320 da 150 CV, migliorando sensibilmente il rateo di salita e la velocità di crociera.
- F.8L America: la versione prodotta dalla Aeromere (e successivamente da Laverda), modificata per soddisfare i requisiti di certificazione statunitensi (CAR Part 3), con una struttura rinforzata e un’insonorizzazione superiore.
Il profilo laminare dell'ala, accoppiato a un carrello retrattile, soluzione d'avanguardia per un aereo di quelle dimensioni negli anni '50, permetteva al pilota di sperimentare un volo fluido ed estremamente reattivo. La configurazione a posti affiancati, pur mantenendo una sezione trasversale contenuta, offriva un’ergonomia ideale sia per il turismo veloce che per l'acrobazia elementare. I comandi, estremamente sensibili e bilanciati, gli valsero il soprannome di "Ferrari del cielo".
Oggi, vedere un Falco F.8 suscita ancora lo stesso rispetto di settant'anni fa. Non è solo un pezzo di storia, è la prova che la purezza del design è senza tempo.
Il Falco, in campo aeronautico, rimane il termine di paragone per chiunque cerchi il perfetto equilibrio tra estetica, velocità e puro piacere di pilotaggio.
Tutte le immagini sono scaricabili al seguente link: Falco I-GEOR
Immagini messe a disposizione con licenza CC BY-NC-SA 4.0
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