La storia dell’aeroporto militare di Decimomannu, situato a circa 25 chilometri da Cagliari, ha inizio il 3 giugno 1940 come “Campo di manovra segreto numero 34”, istituito insieme ad altri presidi strategici dell’isola quali gli aeroporti di Cagliari e Alghero e l’idroscalo di Olbia. Grazie alla sua posizione geografica, la base risultava meno vulnerabile rispetto ad altri scali, rendendola un elemento cruciale per il conflitto. All'epoca, l'aeroporto si estendeva su un’area di 350 ettari con infrastrutture minime e una pista in terra battuta di circa 2 chilometri.
Inizialmente, la base ospitò il rischieramento del 32° Stormo proveniente dalla vicina Cagliari. Il reparto era articolato su due gruppi di volo: il 38° (composto dalla 49ª e 50ª Squadriglia) e l’89° (con la 228ª e 229ª Squadriglia), equipaggiati con velivoli S.79 e S.84. Tra le operazioni di rilievo del periodo si ricorda l'11 giugno 1940 quando il 32° Stormo effettuò con gli SM.79 una delle prime missioni di bombardamento compiute dall'Italia nel secondo conflitto mondiale.
Sempre nel 1940, il Generale di Brigata Aerea Stefano Cagna, comandante della Xª Brigata da bombardamento “Marte” (composta dall'8° Stormo di Villacidro e dal 32° Stormo), prese parte a una missione contro la flotta britannica al largo delle Baleari. Durante l'azione, il suo velivolo venne abbattuto e il Generale fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria; a lui è oggi intitolato il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, attualmente di stanza a Cervia.
Il 32° Stormo è oggi intitolato alla memoria del Capitano pilota Armando Boetto, anch’egli Medaglia d’Oro al Valor Militare, all’epoca Comandante della 49ª Squadriglia perse la vita durante una missione di bombardamento su Gibilterra.
Tra il 1941 e il 1943 arrivò presso la base anche il 36° Stormo, composto dal 108° e dal 109° Gruppo, con le squadriglie 256ª, 257ª, 258ª e 259ª che si distinse in operazioni di grande rilevanza: nel settembre del 41, durante un violento scontro con le forze navali della Royal Navy l’SM.84 del Colonnello Riccardo Hellmuth Seidl venne abbattuto con la perdita dell’intero equipaggio. Al Colonnello Seidl oggi è intitolato il 36° Stormo.
Vista la grande importanza dell’aeroporto, vennero schierate anche le forze aeree tedesche, dapprima con i Junkers Ju 88 e in seguito con gli aerosiluranti Heinkel He 111.
La presenza dell’Asse portò la base a essere bersaglio delle sortite alleate che, dal 1943, videro le Fortezze Volanti B-17 impegnate in massicci bombardamenti.
In seguito all'armistizio dell’8 settembre, la base passò sotto il controllo degli Alleati e prese il via l’operazione "Jackstay" volta a regolamentare l’occupazione dell'isola. A Decimomannu iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova pista, nuovi raccordi e numerose piazzole di sosta e da qui partirono numerose sortite alleate verso il centro Italia e il sud della Francia, condotte dai B-26 Marauder del 319th Bomb Group prima e del 17th Bomb Group poi.
Al termine delle ostilità, la base visse un periodo di abbandono fino al 1954 quando, considerata la posizione strategica e il clima favorevole, si decise di realizzarvi un centro di addestramento per le forze aeree della NATO.
Da qui parte infatti la storia moderna di Decimomannu, un periodo d’oro per l’aviazione che vide la nascita di nuove strutture e migliorie su tutto il sedime aeroportuale; tra queste, una taxiway parallela alla pista che in seguito divenne pista secondaria, usata ancora oggi.
La località di Capo Frasca, un’area completamente disabitata, venne acquisita e destinata a poligono di tiro per Decimomannu, che assunse il ruolo di Air Weapons Training Installation (A.W.T.I.).
Il 1957 vide la nascita del Centro Addestramento al Tiro (CAT) e dell’Air Weapons Unit (AWU) della Canadian Air Force, dotata di T-33 per il traino bersagli.
Nel 1959 venne firmato l’accordo trinazionale tra Italia, Canada e Germania Ovest per la gestione della base, che divenne operativa il 24 settembre 1960.
Nello stesso anno venne istituito il GAF (German Air Force) Detachment per l’addestramento delle forze aeree tedesche, una presenza costante fino al 14 dicembre 2019, data in cui la Luftwaffe ha lasciato la base.
Nel 1961 l’aeroporto viene ufficialmente intitolato al Colonnello Pilota Giovanni Farina, Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto nei cieli della Sardegna nel giugno 1942.
In tempi più recenti, merita una menzione la partecipazione, per la prima volta, di un reparto dotato di MiG-29; ciò avvenne a seguito della riunificazione delle due Germanie dopo la caduta del muro di Berlino. Questa data storica segnò anche il primo combattimento simulato tra velivoli della NATO e dell’ex Patto di Varsavia.
Con l’avvento delle nuove tecnologie, nel 2002 è stato introdotto il sistema di addestramento al combattimento A-ACMI (Autonomous Air Combat Maneuvering Instrumentation) e grazie a computer e segnali elettronici trasmessi via Data Link è possibile effettuare simulazioni estremamente realistiche, con un notevole guadagno in termini di sicurezza ed economia d'esercizio.
Nel 2009, grazie a un nuovo accordo tra Italia e Germania, la base è stata aperta anche a paesi non NATO come Israele, Svizzera e Svezia; da allora, con regolarità, vi si svolgono alcune tra le esercitazioni più complesse e corpose del panorama aeronautico europeo.
Nel 2018, l’Aeronautica Militare e Leonardo, in risposta a una sempre maggiore richiesta di addestramento specifico, hanno siglato una lettera d’intenti per la creazione della I.F.T.S. (International Flight Training School). I lavori iniziati il 16 dicembre 2020 hanno portato all'inaugurazione ufficiale nel maggio 2023.
Oltre a Italia, Germania, Austria, Singapore, Qatar e Giappone, molti altri paesi hanno manifestato interesse per questa scuola, oggi considerata una delle strutture più all'avanguardia nel campo dell’addestramento avanzato.
Dal 2024 a oggi, numerosi piloti hanno conseguito il brevetto grazie al velivolo in dotazione, il Leonardo M-346 Master, e possono ora transitare sui caccia di ultima generazione delle rispettive forze aeree con competenze ai massimi livelli.
Le presenze attuali sulla base
International Flight Training School (IFTS): la realtà più significativa presente a "Decimo". Si tratta di un'accademia di volo, nata dalla collaborazione strategica tra l'Aeronautica Militare e Leonardo.
- 212° Gruppo Volo (61° Stormo di Lecce-Galatina): opera con i moderni velivoli T-346A e si occupa della Fase IV dell'addestramento al volo (Lead-In to Fighter Training).
- R.S.S.T.A. (Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo): è l’ente che gestisce la base e il poligono di Capo Frasca, garantisce il supporto logistico-operativo per i reparti in rischieramento e coordina i servizi aeroportuali (meteo, controllo del traffico aereo e servizio antincendio).
- 80° Centro CSAR (Combat Search and Rescue): parte del 15° Stormo di Cervia, opera con elicotteri Leonardo HH-139A e B (Alpha e Bravo) il cui compito principale è la ricerca e il soccorso, sia a favore di equipaggi militari sia a supporto della popolazione civile in caso di emergenze mediche, incendi o calamità.
IFTS
ll 16 dicembre 2020 hanno preso il via i lavori per la costruzione dell’International Flight Training School (IFTS) presso la base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu (CA). Alla presenza di autorità politiche, esponenti dell’industria e vertici militari, è stata posata la prima pietra di quella che si configura come una vera e propria accademia del volo d'eccellenza.
Alla cerimonia hanno partecipato:
per le istituzioni: il Sottosegretario alla Difesa, On. Giulio Calvisi, e il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas.
per il settore industriale: i vertici di Leonardo, nelle figure del Presidente Luciano Carta, dell’AD Alessandro Profumo e del Capo della Divisione Velivoli, Marco Zoff.
per il comparto Difesa: il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso.
L’IFTS si pone come punto di riferimento internazionale per l'addestramento avanzato dei piloti militari destinati all'impiego su velivoli caccia di ultima generazione.
Durante la cerimonia, Alessandro Profumo, allora AD di Leonardo, aveva così commentato:
“L'International Flight Training School sarà in grado di soddisfare la crescente domanda dell'Aeronautica Militare e dei Paesi partner per la formazione dei propri piloti; rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione sinergica tra Forza Armata e industria, con importanti ricadute per il sistema Paese. Abbiamo messo a fattor comune il consolidato know-how dell'Aeronautica Militare e l'eccellenza di Leonardo nell'ambito dei sistemi integrati per l'addestramento, ottimizzando il rapporto costo/efficacia per la formazione del pilota”.
I numeri del progetto sono rilevanti: tre anni per la realizzazione e 800.000 ore di lavoro che hanno coinvolto oltre 300 tra operai e tecnici. La struttura occupa una superficie di 131.000 metri quadrati ed è in grado di ospitare oltre 500 persone, tra cui più di 50 allievi piloti.
La scuola è dotata di infrastrutture all’avanguardia: aule didattiche, sistemi di simulazione, alloggi per allievi e personale tecnico, aree ricreative, mense e impianti sportivi. Il progetto include, inoltre, strutture logistico-manutentive dedicate alla gestione operativa della flotta di T-346.
La nostra visita
La nostra visita inizia dal Ground Based Training System (GBTS), qui infatti si concentrerà la nostra attenzione prima di spostarci in linea di volo.
Nei locali di quello che è considerato il cuore pulsante della scuola si respirano modernità ed efficienza. Dall’atrio, l’edificio si divide in due ali: a destra si trovano la sala operativa e la sala attrezzature, dove i piloti indossano l’equipaggiamento dopo aver pianificato le missioni. Nell’ala sinistra trovano invece posto le aule per il briefing e il debriefing, oltre alle sale di simulazione; in breve, la sezione teorica e addestrativa della scuola.
Qui sono presenti quattro livelli di simulazione:
Il Simulation Based Trainer (SBT);
Lo Unit Level Training Device (ULTD);
Il Part Task Trainer (PTT);
Il Full Mission Simulator (FMS).
Ogni livello è progettato per testare le capacità dell’allievo, portandolo progressivamente a gestire missioni complesse in cui potrà interagire con altri piloti, anche in volo, durante le sessioni di addestramento.
L’SBT è un sistema a basso costo, disponibile h24 per gli allievi, i quali possono accedervi tramite credenziali personali per rivedere o ripassare le lezioni della giornata, dispone di oltre 15 postazioni dove le attività vengono registrate e, all'occorrenza, valutate dagli istruttori, le postazioni prevedono l’uso del sistema HOTAS, identico a quello presente sul velivolo.
Gli ULTD consistono in due postazioni dotate di schermo curvo, che riproduce fedelmente lo scenario operativo. Salendo di livello troviamo i tre PTT e i due FMS, che si distinguono tra loro per l’ampiezza della cupola: 270° per i primi e 360° per i secondi. Entrambi i sistemi sono di tipo non-motion, ma permettono all’allievo di percepire i movimenti attraverso il seggiolino che, inserito in una perfetta riproduzione della cabina di pilotaggio, restituisce le sensazioni del volo reale, simulando in totale sicurezza ogni tipo di emergenza o scenario, come minacce nemiche, condizioni meteo avverse e rifornimento in volo.
Al primo piano si trovano gli uffici del 212° Gruppo Volo IFTS, parte del 61° Stormo e dipendente dal Comando Scuole dell'Aeronautica Militare di Bari. Questo reparto si occupa della quarta e ultima fase del percorso addestrativo, il "Lead In Fighter Training" (LIFT), propedeutico all'impiego sui velivoli da combattimento di ultima generazione . Una caratteristica peculiare è la composizione del corpo istruttori, formato non solo da personale militare ma anche civile, grazie alla collaborazione con ACS (Aeronautical Consulting & Solution).
Al piano superiore hanno sede gli uffici della AJT (Advanced Jet Training), la joint venture tra Leonardo e CAE che gestisce la logistica del campus e la manutenzione degli aeromobili. Infine, alle spalle dell’edificio GBTS si trovano gli alloggi e le aree sportive e ricreative.
Lasciato il GBTS è il momento di passare in linea di volo, sarà la parte più dinamica della giornata a stretto contatto con il T-346.
L’aeroporto ospita attualmente una flotta eterogenea, composta da assetti dell’Aeronautica Militare, velivoli di proprietà di Leonardo e una significativa componente del Qatar, che presso la base cura anche l’addestramento dei propri piloti. Una curiosità: questi ultimi aeromobili mantengono la matricola militare e il numero identificativo del 61° Stormo, pur operando sotto la bandiera del proprio Paese.
Gli aerei sono ricoverati all'interno di hangar leggeri. L’hangar dedicato alla manutenzione può ospitare fino a otto velivoli contemporaneamente.
In attesa dei primi movimenti del mattino, un T-346 è stato messo a nostra disposizione con il personale di Leonardo pronto a rispondere ad ogni nostro quesito.
Scortati dalla Sicurezza Volo, ci siamo portati in prossimità della pista scegliendo il punto ideale per osservare le rotazioni e assistere alle varie wave mattutine. In una giornata tipo ci possono essere 30-40 missioni di volo, con formazioni da due o tre velivoli che, a seconda dell’esperienza dell’allievo, possono essere con istruttore o solisti, inoltre non è raro, come accaduto a noi, assistere al transito di altri aeromobili di passaggio o impegnati in uno scalo tecnico.
Estremamente elevato il numero di velivoli che ci è sfilato a pochi metri, segno che l’attività addestrativa è costante e intensa.
Nel pomeriggio eravamo attesi all’80° Centro SAR, al quale dedicheremo un articolo specifico, è giunto quindi il momento di lasciare le strutture dell’IFTS. Prima di congedarci, abbiamo effettuato una breve sosta all’ingresso dell’aeroporto per ammirare i Gate Guardian, testimonianza dei numerosi reparti stranieri che hanno reso celebre la base di Decimomannu.
Focus:Il Leonardo M-346: Il pilastro dell'addestramento avanzato
Il Leonardo M-346 Master è considerato uno degli addestratori avanzati più completi e formativi al mondo.
Il progetto nato da una collaborazione iniziata nei primi anni '90 tra l’italiana Aermacchi e la russa Yakovlev (a cui parteciparono anche Sokol e la slovacca Povazske Strojarne), vide nel 2000 la separazione delle strade tra le due aziende principali a causa di divergenze strategiche e tecniche.
Aermacchi portò avanti lo sviluppo in totale autonomia, apportando modifiche sostanziali rispetto al design originale, il velivolo fu riprogettato con un ampio utilizzo di materiali compositi e leghe leggere per ottimizzare le prestazioni.
Nel luglio 2003, Aermacchi entra a far parte del Gruppo Finmeccanica, dando vita ad Alenia Aermacchi.
La presentazione del primo prototipo (SN 6962/001, Reg. CPX615) è avvenuta nel giugno 2003, seguita dal primo volo il 15 luglio 2004, effettuato dal capo collaudatore di Aermacchi, Olinto Cecconello. Il 17 maggio 2005, anche il secondo prototipo (SN 6963/002, Reg. CPX616) ha effettuato il suo volo d'esordio.
Il terzo esemplare (SN 6964/003, CPX617) ha introdotto la nuova "Configurazione di Base Industriale", che ha permesso un alleggerimento della struttura di quasi 700 kg.
Traguardi e Certificazioni
- 2008: Il concorso indetto per battezzare il velivolo viene vinto da Mauro Petrolati con il nome “Master”, nello stesso anno il Comandante Bucci supera la barriera del suono durante un volo di collaudo, raggiungendo Mach 1.15 al largo della Riviera Ligure.
- 2009: L'Aeronautica Militare Italiana annuncia al Salone di Le Bourget l'acquisto dei primi sei velivoli con opzione per altri nove.
- 2011: L'M-346 ottiene la certificazione militare dalla Direzione Generale per gli Armamenti Aeronautici (ARMAEREO).
Evoluzione e futuro
Il 1° gennaio 2016 Alenia Aermacchi viene integrata nella Divisione Velivoli di Leonardo. L'anno successivo, nel 2017, viene presentata la variante da combattimento, l’M-346 FA (Fighter Attack).
L'ultimo capitolo fondamentale è scritto il 12 settembre 2024 presso l'Aeroporto di Treviso-Istrana dove, viene svelato l’M-346 con la nuova livrea della PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale) disegnata da Pininfarina. Il "Master" sarà infatti l'erede dello storico MB-339 diventando il nuovo velivolo ufficiale delle Frecce Tricolori.
L’M-346 è attualmente in servizio presso le forze aeree di Italia, Singapore, Israele, Polonia, Qatar, Grecia e prossimamente Austria che insieme a Turkmenistan e Nigeria, i cui esemplari sono in fase di consegna, lo hanno selezionato anche in configurazione da caccia leggero. Parallelamente, cresce il numero di nazioni — tra cui Canada, Regno Unito, Germania, Giappone, Austria, Arabia Saudita, Svezia e Olanda — che inviano i propri piloti in Italia presso la International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu per l’addestramento avanzato.
Le caratteristiche del bireattore transonico M-346 lo rendono il velivolo ideale per la Fase IV dell’addestramento al volo (Lead-In Fighter Training - LIFT). Grazie alle elevate prestazioni e a un’avionica all’avanguardia, è in grado di simulare fedelmente il comportamento dinamico e i sistemi d’arma dei caccia di 4ª e 5ª generazione, come l’Eurofighter Typhoon e l’F-35 Lightning II.
L'eccellente manovrabilità è garantita da un eccezionale rapporto spinta-peso e da un sistema di controllo Fly-by-Wire a quadrupla ridondanza. Punto di forza del velivolo è l’Embedded Tactical Training System (ETTS): questo software, integrato da una sofisticata suite di sensori, permette ai piloti di operare in complessi scenari multidominio durante missioni di volo reali, interagendo con forze virtuali amiche e ostili.
Questo ambiente LVC (Live, Virtual, and Constructive) consente ai piloti in volo (Live) di interagire sia con colleghi al simulatore (Virtual), sia con tracce generate dal computer (Constructive), creando scenari di combattimento estremamente realistici. Grazie a tale integrazione, l’M-346 garantisce un’elevata efficacia addestrativa a fronte di bassi costi operativi e una manutenzione ridotta, ottimizzando il rapporto costo-efficacia complessivo.
Equipaggiato con il radar Doppler multimodale GRIFO-346 (operante in banda X), l’aereo è versatile: può svolgere missioni aria-suolo (CAS/COIN e attacco di precisione), aria-aria (Air Policing e Homeland Defence) e operazioni di ricognizione (RECCE/ISTAR). La sicurezza è affidata al sistema di autoprotezione DASS (Defensive Aids Sub-System), mentre l’interoperabilità con le forze NATO è assicurata dal Tactical Data Link (compatibile con lo standard Link-16).
Il sistema propulsivo è affidato a due turbofan Honeywell F124-GA-200, dotati di controllo elettronico digitale (FADEC) a due canali e di un sistema integrato di monitoraggio del motore (EMS).
Specifiche tecniche
- Lunghezza: 11,49 m
- Altezza: 4,76 m
- Apertura alare: 9,72 m
- Peso massimo al decollo (MTOW): 9.500 kg
- Motori: 2 Turbofan Honeywell F124-GA-200
- Velocità massima: 1.300 km/h (circa Mach 1.2), nota bene: l'aereo è tecnicamente transonico; pur potendo superare leggermente Mach 1 in affondata o in condizioni specifiche, la sua velocità di crociera massima operativa è indicata solitamente intorno ai 1.090 km/h (Mach 0.95).
- Autonomia: 2.500 km con serbatoi esterni
- Equipaggio: 1-2 piloti
- Integrazione Armamento (Versione M-346FA - Fighter Attack): L'M-346, nelle sue versioni armate, può trasportare fino a 3.000 kg di carico utile su 7 punti d'attacco:
- Aria-Aria: AIM-9L Sidewinder, IRIS-T
- Aria-Suolo: Bombe a caduta libera o guidate (Mk.82, GBU-12, GBU-38 JDAM)
- Pod: Cannone da 12,7 mm, pod da ricognizione o pod per guerra elettronica
Un sentito ringraziamento allo SMA per aver autorizzato la visita e a tutto il personale che ci ha accolti e seguiti con pazienza, permettendoci di documentare una giornata presso l’IFTS.
Tutte le immagini sono scaricabili al seguente link: IFTS
Immagini messe a disposizione con licenza CC BY-NC-SA 4.0
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