Galeb

La Soko nasce nel 1950 da una sezione della Ikarus, e prende subito il nome di “Preduzece Soko” per poi essere ribattezzata "Soko Vazduhoplovna Industrija, RO Vazduhoplovstvo". E’ un’azienda che collabora attivamente con l’Istituto Tecnico Aeronautico di Belgrado per la costruzione di aerei e prende sede a Monstar, nell’attuale Bosnia Erzegovina.

Realizza tra gli altri il Galeb, modello di punta della sua produzione e negli anni 80 intraprende una collaborazione con la Novi Avion per sviluppare un caccia multiruolo supersonica di quarta generazione per l’aeronautica Jugoslava, progetto che non andrà mai operativo a causa della guerra e dell’embargo applicato di conseguenza. 

I primi anni 90 chiude i battenti e parte di essa si trasferisce presso l’industria Utva di Pancevo in Serbia che con cui aveva già collaborato per  il Super Galeb e il Soko J-22 Orao.

La produzione della Soko:

Soko 522 (1955, inizialmente costruita a Ikarus)

Soko S-55 (elicottero su licenza)

Soko J-20 Kraguj (1964)

Soko G-2 Galeb (1965)

Soko J-21 Jastreb (1967)

Soko J-22 Orao (1978)

Soko G-4 Super Galeb (1983) 

Soko Gazelle (elicottero su licenza)

Novi Avion (solo progetti)

All’inizio degli anno 60 e in previsione di sostituire gli allora attuali Lockheed T-33 Shooting Star, la Soko, sulla base del progetto ATI decise di iniziare lo studio di un nuovo addestratore per i futuri piloti della JRV, Jugoslav Air Force.

Nacque il Galeb (gabbiano), un velivolo che si rivelerà essere il progetto di maggior successo dell’azienda e che poi andrà, nel 1967, a sostituire il T-33.   

Progettato principalmente per il mercato interno, suscitò in alcuni paesi esteri un certo interesse, come la Libia, lo Zaire o lo Zambia dove venne esportato in diversi esemplari. 

Il progetto

 Le caratteristiche primarie di un buon addestratore sono state sempre le stesse, robustezza, facilità di manovra e possibilmente un inviluppo di volo “tollerante” per poter formare in sicurezza i futuri piloti.

Il Galeb sulla carta le aveva tutte e si mise in produzione il primo prototipo, il G-1 che fu portato in volo dal Cap. Pilota Ljubomir Zekavica il 3 luglio 1961 a cui seguì un secondo prototipo che venne designato G-2.

Il velivolo è un biposto in tandem con ala dritta, monta due serbatoi da 230 galloni ciascuno più due sulle tip alle astremità alari da 51 galloni ciascuno , è propulso da turbojet Rolls Royce Viper Mk 22-6 costruito su licenza, e non è pressurizzato in quanto questa caratteristica avrebbe fatto lievitare i costi di un 15%.  

Le prestazioni erano in linea con i vari modelli del tempo e durante le prove di volo arrivò ad una velocità massima di 810 km/h (440 nodi) e mach 0,81 durante una picchiata prolungata in configurazione pulita e senza verniciatura.

Era considerato un aereo veramente robusto che permetteva tutto nel range dai +8g a -4g, anche e soprattutto ad ascoltare le recensioni di alcuni collaudatori stranieri.

I primi esemplari di serie vennero registrati nel 1965 e gli ultimi nel 1981. In totale la Soko realizzò 248 esemplari. 

Il mio primo incontro con un Galeb risale al 1997 a Rivolto in occasione di un Air Show delle Frecce Tricolori, allora il modello era un Super Galeb G-4 in mostra statica.

Rividi un G-2 a Zeltweg durante l’Air Power del 2013, in quella edizione sui esibì poco dopo il display dell’Aermacchi MB-326 di Renzo Cattelani, mettendo in mostra le affinità della macchina in confronto a quella italiana a cui somiglia molto. 

Durante l’ultimo Fly Party la sorpresa…

Direttamente da Gorizia, dove si trova di base, uno splendido G-2 di proprietà di un neo socio Hag.

Occasione più unica che rara poterlo ammirare da vicino è stato fotografato, quasi radiografato da ogni lato, anche in decollo nonostante mi sia costata una bella camminata fino al termine dei 1200 metri di pista di Bagnoli sotto un sole cocente che ha messo a dura prova la mia resistenza.

Avendo partecipato solo la domenica ho avuto poco tempo per conoscere bene Eduard Covacic (http://www.hag-italy.it/chisiamo/771-EDUARDKOVACIC.html) il pilota proprietario di questo gioiello, un rammarico avendo letto le note caratteristiche del velivolo e la storia che lo ha unito ad esso.

Per questo vi rimando alle pagine di HAG:

http://www.hag-italy.it/laflotta/789-SOKOG2AGALEBYUYAH23191.html

Di sicuro Eduard è una persona disponibile e cordiale avendomi permesso di fotografare l’interno del cockpit e mi sono ripromesso, alla prima occasione, di andare a trovarlo a Gorizia per sentire di persona il percorso di vita che lo ha portato da prima a conseguire la licenza di volo PPL e poi di avventurarsi nell’acquisto e nell’addestramento del Galeb. Addestramento che sta portando avanti grazie anche ad Antonio (Antonino) Vivona, ex pilota PAN che non ha bisogno di presentazioni, attuale istruttore e amico anch’esso presente al Fly Party.

Nel display del mattino abbiamo potuto ammirare l’estrema manovrabilità dell’aereo oltre che godere del suono del Rolls Royce Viper, alquanto raro a sentirsi nelle campagne padovane. 

Per ora godetevi le immagini sperando di poterlo rivedere presto, magari in volo. 

 

The Aviation